E’ opinione diffusa che il nome Trecchina derivi
dalle tre cime (tre chine) dei monti che sovrastano l’altopiano su cui sorge il
paese . Lo studioso Racioppi rileva che il Nome derivi dal l
atino e significhi
luogo di sterpi e burroni. Il Pacichelli nei suoi Studi parla di guarnigione
romana che durante la guerra sannitica si chiamava Terenziana. Il ricercatore
Antonimi propone una colonia fondata dai Graci nel 500 d.c. abitanti delle
Termopoli (anche Trakinie) che a seguito della guerra poloponnesiaca (480 a.c.)
abbandonarono dei posti e nel loro peregrinare si insediarono fondando TRecchina
notando una similitudine con i luoghi lasciati. Fu roccaforte gotica e
fortificazione longobarda , il tutto distrutto dal passaggio dei Saraceni alla
fine del X° secolo.

I longobardi la ricostruirono su di una rocca della valle
del noce. In seguito appartenne alla contea di Lauria all’epoca di Ruggiero e
durante la dominazione aragonese. Nel 1350 fu possesso della dinastia dei Sanseverino di Salerno e dopo qualche secolo fu venduta a diversi casati e
quindi al barone Calmieri
Antonio di Latronico. Il borgo antico visse un momento
fulgido attorno al 1615 con Giovanna Zufia , moglie di Giambattista
Pescara e
duchessa della saracena. Ultimo dei regnanti dal 1650 in
avanti Vitale, duca di
Tortora e barone di Trecchina. A tal proposito si suppone che il Vitale anche
nella baronia di Trecchina abbia
conservato il titolo nobiliare di duca che si
lega alla ancora integra torre ducale, al palazzo ducale e alla piazzetta ducale
antistante la torre stessa, come da toponomastica. Agli inizi del 1800 gli
insediamenti si spostano verso un esteso piano che presenta un contorno di
abitazioni “vestite” con facciate signorili e di pregio architettonico. Quasi al
centro della piazza , la chiesa madre dedicata a S. Michele Arcangelo , quindi
la villa con ombrose acacie , pini e tiglio di alto fusto , veri “monumenti”
della natura, orgoglio e vanto dei Trecchinesi.